Mario Scalini

Direttore del Polo Museale dell'Emilia Romagna

Mario Scalini

Direttore del Polo Museale dell'Emilia Romagna
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Biography

Direttore del Polo Museale dell’Emilia Romagna

Mario Scalini, ex docente di Storia dell’Arte nelle scuole medie superiori (con una laurea in Lettere e un Diploma di perfezionamento in Storia dell’Arte) è stato Soprintendente ai Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici di Siena e Grosseto.

Tra gli incarichi ricoperti quello di ispettore presso la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici per le province di Firenze e Pistoia, commissario ministeriale per esposizioni in Cina (Pechino e Shanghai), membro della Commissione Centrale Armi del Ministero dell’Interno.

Il Polo Museale dell’Emilia Romagna è nato nel marzo del 2015, secondo la riorganizzazione del Ministero dei Beni Culturali, attuata con il DPCM 171/2014 che ha separato le attività di Tutela, che spettano alle nuove Soprintendenze alle Belle arti e Paesaggio (che uniscono parte delle competenze delle Soprintendenze ai Beni Artistici e Storici e delle Soprintendenze ai Beni Architettonici) dalle attività di Valorizzazione, che spettano appunto ai Poli Museali regionali.

Prima della riforma del 2014, esistevano le Soprintendenze per i Beni Artistici, Storici ed Etnoantropologici (in Emilia-Romagna erano 3, e ognuna si occupava di un diverso territorio) che si occupavano non solo dei Musei presenti sul loro territorio, ma anche della tutela di tutti i beni artistici, storici del territorio (delle chiese, per esempio, o di privati). Oggi invece le competenze di tutela sono passate alle Soprintendenze alle Belle Arti e Paesaggio, che hanno assorbito anche le competenze delle Soprintendenze ai Beni Architettonici (che non esistono più).

Il Polo Museale dell’Emilia Romagna invece si occupa solo di valorizzare il patrimonio culturale statale: musei, gallerie, musei archeologici (le aree archeologiche invece sono rimaste alla gestione delle Soprintendenze Archeologiche) e monumenti (Castelli, Abbazie, anche chiese nel caso di Sant’Apollinare in Classe di Ravenna).

Nell’intenzione del legislatore, i nuovi Poli Museali, scaricati dalle incombenze di tutela, si devono concentrare quindi a sviluppare, in modi snelli e veloci, a tutte le attività di valorizzazione, promozione e divulgazione presso i cittadini italiani, europei e mondiali. Un compito non facile, ma che cercheremo di assolvere al massimo delle nostre capacità.

Un’offerta culturale completa che attraversa le epoche e propone percorsi culturali differenziati: dai musei archeologici sugli insediamenti etruschi e romani, alle rocche e castelli medievali dell’appennino emiliano romagnolo piacentino e riminese; dalle antiche abbazie di pianura, fino al prezioso patrimonio visivo che dal Medioevo al Novecento ha caratterizzato le produzioni artistiche italiane ed emiliane in particolare.

Con Giotto, Raffaello, Parmigianino, Correggio, Tiziano, Guercino, i Carracci e Guido Reni, il visitatore scopre un patrimonio culturale di grande raffinatezza meno conosciuto ma altrettanto sorprendente e affascinante.

Da Piacenza a Rimini, non c’è luogo dove non si possa gustare l’eleganza intellettuale dei grandi e piccoli centri urbani che animano questa terra. Percorrere l’Emilia-Romagna significa entrare in un racconto che inizia dai reperti della misteriosa città etrusca di Spina fino ai mosaici bizantini e alle fortezze rinascimentali.